Di fronte a chi continua a parlare del disability manager come di una figura che rischierebbe di perpetuare un approccio all'accessibilità sempre e solo da vivere come "una storia di barriere architettoniche", ovvero di un personaggio pubblico che non terrebbe conto dei nuovi concetti di "progettazione per tutti" e di qualità urbana universale, Rodolfo Dalla Mora - che è stato il primo disability manager italiano presso una struttura sanitaria e che dal 2011 è presidente della SIDiMa (Società Italiana dei Disability Manager) - ritiene necessarie alcune precisazioni fondamentali e dichiara che «chi associa il disability manager solamente all'abbattimento delle barriere architettoniche commette un errore marchiano, in quanto si parla invece di un concetto che nel suo stesso significato sottintende l'elaborazione di interventi trasversali e di una figura che deve intervenire a ridurre le limitazioni alla partecipazione, incentivando la piena inclusione delle persone con disabilità nella comunità e di conseguenza nella società»
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Lo spiegheranno bene i partecipanti all'omonimo incontro organizzato per il 30 marzo a Monterotondo (Roma) dalle Associazioni SuperInsieme (Reti per il Sostegno al Disagio Psicosociale) e AFIMID (Associazione Familiare per l'Integrazione dei Minori Disabili), in collaborazione con Il Tamburo ONLUS, profondamente convinte che «per gli enti che inseriranno nei loro Comuni la figura del disability manager, questo comporterà un enorme risparmio in termini economici, con un ulteriore vantaggio che si ripercuoterà sul piano del miglioramento della qualità di vita, inizialmente delle persone svantaggiate e delle loro famiglie, ma successivamente dell'intera cittadinanza o comunità»
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