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Università e studenti con disabilità: una consapevolezza crescente

«Questo documento dimostra come le Università Italiane siano sempre più consapevoli di quanto l’attenzione alle necessità degli studenti con disabilità e di quelli con DSA sia fondamentale per promuovere la cultura dell’inclusione e l’effettività del diritto allo studio»: lo dicono dalla SIDIMA (Società Italiana Disability Manager), che ha partecipato al dibattito seguito alla presentazione del rapporto “Gli studenti con disabilità e DSA nelle Università italiane. Una risorsa da valorizzare”, curato dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario)

È stato recentemente presentato a Roma [se ne legga già su queste pagine, N.d.R.] il rapporto Gli studenti con disabilità e DSA nelle Università italiane. Una risorsa da valorizzare, curato dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario), ove si analizzano appunto le politiche e gli interventi del sistema universitario italiano che favoriscono l’accesso e l’inclusione degli studenti universitari con disabilità e con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento).
La SIDIMA (Società Italiana Disability Manager), che segue i temi riguardanti le Università attraverso un’apposita Commissione Lavoro, ha accolto con favore questo interessante documento, che dimostra come le Università Italiane siano sempre più consapevoli di quanto l’attenzione ai temi relativi ai servizi, agli ausili di supporto alla didattica, all’accessibilità degli atenei, ai servizi di trasporto, al tutorato, al counseling e all’orientamento in favore degli studenti con disabilità e di quelli con DSA sia fondamentale per promuovere la cultura dell’inclusione e l’effettività del diritto allo studio, in ottemperanza alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

In rappresentanza della SIDIMA, ha partecipato al dibattito conclusivo dell’evento la componente del Direttivo Palma Marino Aimone, che ha portato all’attenzione dei relatori le seguenti riflessioni.
Le informazioni raccolte nell’indagine possano essere preziose non soltanto per le Istituzioni che hanno partecipato alla rilevazione (il Ministero dell’Università e della Ricerca e quello per le Disabilità), come evidenziato dal presidente dell’ANVUR Felice Uricchio, ma possono rappresentare un valido contributo anche per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ai fini della promozione dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.
L’indagine stessa, infatti, evidenzia un progressivo aumento negli ultimi anni degli studenti con disabilità e con DSA iscritti e laureati presso le Università italiane. Di conseguenza, l’elevato livello di istruzione dei giovani che fanno ingresso nelle liste del Collocamento Obbligatorio dovrebbe influire positivamente sull’attività del collocamento mirato. Tuttavia, diverse fonti statistiche relative all’inserimento lavorativo, quale ad esempio il documento L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità (pubblicato nel dicembre 2019 e realizzato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, basandosi sull’elaborazione di informazioni fornite dalle imprese e dalle organizzazioni pubbliche italiane, tramite il PID-Prospetto Informativo sui Disabili, dichiarazione in cui i datori di lavoro indicano la propria situazione occupazionale rispetto agli obblighi di assunzione di personale disabile e i posti di lavoro con relative mansioni disponibili, come previsto dalla Legge 68/99),  evidenziano che, nonostante esistano maggiori possibilità di entrare nel mondo del lavoro per chi possiede un titolo di studio universitario, l’occupazione in forza presso le aziende risulta ancora sbilanciata verso classi di età adulte e con disabilità non gravi. Pertanto, sarebbe auspicabile che, in virtù di quanto emerso dall’indagine dell’ANVUR, il sistema del collocamento mirato e delle politiche attive del lavoro venisse stimolato a rispondere alle esigenze dei giovani con disabilità che hanno investito sulle proprie competenze e che sfidano un mercato del lavoro dove è ancora presente il pregiudizio sulla condizione di disabilità e la mancata effettività del diritto alla parità retributiva. In questo contesto, le Università rivestono l’importante compito di creazione di un “ponte” sul mercato del lavoro per gli studenti e le studentesse con disabilità.

La ricerca dell’ANVUR, poi, mette in evidenza la necessità di rafforzare le competenze relative alla gestione della disabilità negli Atenei, attraverso anche la collaborazione tra il delegato alla disabilità e il disability manager. In particolare, il contributo del disability manager può arrivare dal suo ruolo di facilitatore, di costruttore di reti di servizi, di supporto a progettualità garanti dell’inclusione e dalle proprie competenze in materia di definizione degli “adattamenti ragionevoli” in termini di accessibilità fisica e dell’informazione. Tale figura professionale, inoltre, possiede il patrimonio culturale necessario ad orientare gli studenti nella transizione scuola-lavoro (conoscenza del mercato del lavoro, del sistema di collocamento mirato, del processo di ricerca e selezione e di mantenimento in azienda) e per la gestione manageriale dei dipendenti con disabilità dell’Ateneo.
Potrebbe in tal senso anche non essere necessaria l’istituzione di una nuova figura professionale, essendo sufficiente il permettere a quelle già esistenti l’acquisizione delle competenze del disability manager.

Infine, riguardo alla formazione, intesa in modo tradizionale come erogazione di percorsi professionalizzanti, essa ha un ruolo centrale nel fornire le competenze ai futuri disability manager. Trattandosi infatti di un’attività multifunzionale, i cui compiti sono di tipo tecnico e relazionale verso contesti e portatori d’interesse (stakeholder) anche molto diversi tra loro, la formazione del disability manager ha un carattere multidisciplinare e di estrema specializzazione. Pertanto, l’esperienza della SIDIMA nell’àmbito dell’alta formazione e della consulenza aziendale permette di affermare che i soggetti meglio accreditati per formare i disability manager siano le Università, sia pubbliche che private. A tal proposito sarebbe auspicabile un progetto dedicato.

Tutte le sollecitazioni espresse da Marino Aimone hanno incontrato il favore del Presidente dell’ANVUR che, durante il convegno, ha sottolineato come già da diverso tempo l’ANVUR stessa partecipi con interesse alle iniziative della SIDiMa.
Dal canto loro Rodolfo Dalla Mora Nicola Marzano, presidente e vicepresidente della SIDIMA hanno voluto ringraziare il professor Uricchio e tutti coloro che hanno partecipato all’iniziativa, per l’impegno, la professionalità e la dedizione dimostrata nei confronti dei temi trattati. (Ufficio Stampa SIDIMA).

Fonte: Superando.it

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