Atti Italiani

Prot_clon_1998_it

PROTOCOLLO ADDIZIONALE ALLA CONVENZIONE PER LA PROTEZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DELLA DIGNITÀ DELL’ESSERE UMANO RISPETTO ALL’UTILIZZAZIONE DELLA BIOLOGIA E DELLA MEDICINA, SUL DIVIETO DI CLONAZIONE DI ESSERI UMANI

Gli Stati membri del Consiglio d’Europa, gli altri Stati e la Comunità europea, firmatari del presente
Protocollo addizionale alla Convenzione per la protezione dei diritti dell’uomo e della dignità dell’essere
umano in relazione alle applicazioni della biologia e della medicina.
Preso atto dei progressi scientifici intervenuti in materia di clonazione di mammiferi, in particolare per
scissione dell’embrione e trapianto di nucleo;
Consapevoli del progresso che talune tecniche di clonazione possono, di per sé apportare alla conoscenza
scientifica e alla loro utilizzazione in medicina;
Considerato che la clonazione di esseri umani potrebbe divenire una possibilità tecnica;
Rilevato che la scissione dell’embrione può verificarsi naturalmente e dar luogo talvolta alla nascita di
gemelli geneticamente identici;
Considemto, tuttavia, che la strumentalizzazione dell’essere umano attraverso la creazione deliberata di
esseri umani geneticamente identici è contraria alla dignità dell’uomo e costituisce un uso improprio
della biologia e della medicina;
Considerate, parimenti, le grandi difficoltà di ordine medico, psicologico e sociale che una simile pratica
di biomedicina, usata deliberatamente, potrebbe comportare per tutte le persone interessate;
Considerato l’oggetto della Convenzione sui diritti dell’uomo e la biomedicina, in particolare il principio
enunciato all’articolo 1 che tende a proteggere l’essere umano nella sua dignità e nella sua identità;
Hanno convenuto quanto segue:

Articolo 1
1. E’ vietato ogni trattamento finalizzato a creare un essere umano geneticamente identico ad un altro
essere umano vivente o morto.
2. Nel presente articolo, l’espressione essere umano (geneticamente identico) ad un altro essere umano
individua un essere umano che ha in comune con un altro l’insieme dei geni nucleari.

Articolo 2
Nessuna deroga è consentita alle disposizioni del presente Protocollo, ai sensi dell’articolo 26, paragrafo 1, della Convenzione.

Articolo 3
Le Parti considerano gli articoli 1 e 2 del presente Protocollo articoli addizionali alla Convenzione e, di conseguenza, si applicano tutte le disposizioni della Convenzione.

Articolo 4
II presente Protocollo è aperto alla firma dei Firmatari della Convenzione. Sarà sottoposto a ratifica, acccttazione o approvazione.
Uno Stato firmatario non potrà ratificare, accettare o approvare il presente Protocollo senza avere ante¬riormente o contestualmente ratificato, accettato o approvato la Convenzione.
Gli strumenti di ratifica, di acccttazione o di approvazione saranno depositati presso il Segretario Gene¬rale del Consiglio d’Europa.

Articolo 5
1. Il presente Protocollo entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un perio¬
do di tre mesi dalla data alla quale cinque Stati, inclusi almeno quattro Stati membri del Consiglio
d’Europa, avranno espresso il loro consenso ad essere vincolati dal Protocollo, conformemente alle di¬
sposizioni dell’articolo 4.
2. Per ogni Firmatario che manifesterà successivamente il suo consenso ad essere vincolato dal Proto¬
collo, quest’ultimo entrerà in vigore il primo giorno de mese successivo allo scadere di un periodo di tre
mesi dalla data del deposito dello strumento di ratifica, di acccttazione o di approvazione.

Articolo 6
1. Dopo l’entrata in vigore del presente Protocollo, ogni Stato che aderirà alla Convenzione potrà aderi¬re anche al presente Protocollo.
2. L’adesione avrà luogo, tramite il deposito presso il Segretario Generale del Consiglio d’Europa, di uno strumento di adesione che diventerà efficace il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi dalla data del suo deposito.

Articolo 7
1. Ogni Parte può, in qualsiasi momento, denunciare il presente Protocollo mediante notìfica indirizzata
al Segretario Generale del Consiglio d’Europa.
2. La denuncia acquisterà efficacia il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre
mesi dalla data di ricevimento della notìfica da parte del Segretario Generale.

Articolo 8
II Segretario Generale del Consiglio d’Europa notìficherà agli Stati membri del Consiglio d’Europa, alla Comunità Europea, ad ogni Firmatario, ad ogni Parte e ad ogni altro Stato che sia stato invitato ad ade¬rire alla Convenzione:
a) le firme;
b) il deposito degli strumenti di ratifica, di acccttazione, di approvazione o di adesione;
e) le date di entrata in vigore del presente Protocollo, conformemente ai suoi articoli 5 e 6; d) ogni altro atto, notifica o comunicazione pertinente al presente Protocollo.
In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato il presente Protocollo. Fatto a Parigi, in francese e in inglese, i due testi facendo egualmente fede, in un unico esemplare che sarà depositato negli archivi del Consiglio d’Europa. Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa ne trasmetterà copia certificata conforme a ciascuno Stato membro del Consiglio d’Europa, agli Stati non membri che hanno partecipato all’elaborazione del presente Protocollo, ad ogni Stato invitato ad aderire alla Convenzione e alla Comunità Europea.

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