Non si sa abbastanza di una figura professionale che in Italia ha acquisito le competenze di "facilitatore" a tutto campo, con percorsi per il superamento di barriere fisiche e soprattutto culturali. Iniziativa delle associazioni SuperInsieme e Afimid

 

ROMA. “Perché mi serve un disability manager?”. Il “tavolo di incontro tra figura professionale e bisogni” che si tiene il 30 marzo a partire dalle ore 9.30 presso la biblioteca Paolo Angelani di Monterotondo va diritto al punto: far comprendere l’importanza della funzione del disability manager e della sua competenza in ogni campo. La nomina di questa figura professionale nei Comuni italiani è prevista dal "Libro bianco su accessibilità e mobilità urbana: Linee guida per gli enti locali" redatto da ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali nel 2009, ma c’è ancora molto da sapere e da conoscere in merito al suo ruolo e alle opportunità che ne derivano. L’iniziativa del 30 marzo è delle associazioni SuperInsieme (Reti per il sostegno al disagio psicosociale) e Afimid (Associazione familiare per l’integrazione dei minori disabili), con la collaborazione di associazione Il Tamburo onlus. Si ragionerà su soluzioni per la gestione della! disabilità per superare i confini tra i servizi e valorizzare le singole professionalità che già operano, favorire l'accessibilità (urbanistica e non solo), coordinare il sistema sociosanitario, l'assistenza alla famiglia, l'integrazione scolastica, l'inclusione lavorativa, il turismo.

Ma cosa fa, in pratica, il disability manager? Si tratta di una figura professionale che nasce negli Usa al servizio della grande industria, finalizzandosi alla integrazione lavorativa della persona con disabilità. In Italia questa figura ha acquisito delle competenze ulteriori che ne fanno un “facilitatore” a tutto campo, con rilevanti percorsi per il superamento di barriere, non solo architettoniche, ma anche e soprattutto culturali. Si tratta – specificano i promotori dell’iniziativa del 30 marzo – di una figura altamente specializzata sulle tematiche della disabilità e della accessibilità, di un “costruttore di reti”, un professionista che mette in rete enti, professionisti, uffici, associazioni, specificità, in un determinato territorio, con lo scopo di superare e far superare qualunque tipo di barriera. Una competenza al servizio della società e non solo della disabilità, perché la disabilità è una condizione dell’intera umanità. “Siamo convinti! che per gli enti che inseriranno nei loro Comuni la figura del disability manager questo comporterà un enorme risparmio in termini economici; un ulteriore vantaggio si ripercuoterà sul piano del miglioramento della qualità di vita, inizialmente delle persone svantaggiate e delle loro famiglie, ma successivamente di una intera cittadinanza o comunità.

All’incontro del 30 marzo a Monterotondo prenderanno parte amministratori, tecnici e docenti come Rodolfo Dalla Mora, ocente presso il Corso di Perfezionamento in Disability Manager presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Disability manager presso l'Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione di Motta di Livenza (Tv) e Presidente Nazionale di Sidima (Società Italiana Disability Manager), composta da circa 40 Disability Manager, interverranno poi associazioni e altre realtà del terzo settore, psicologi e pedagogisti.
In Italia per diventare disability manager bisogna frequentare un corso di perfezionamento presso l'Università ed essere in possesso di almeno una laurea triennale. Sidima ha stipulato protocolli d'intesa con le maggiori società scientifiche e università italiane, ha patrocinato inoltre il master in Disability Manager realizzato presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sarà presente a Milano alla Fiera Reatech con un un proprio convegno in data 27 maggio 2012.
Per info e contatti:
http://www.superinsieme.org/; cell: 345. 041 86 56; info@superinsieme.org. (ep)